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6 gennaio 2017

ROSSELLI MUTINA, PARLA CAPITAN TAMMARO: «LA FORZA DI QUESTA SQUADRA E’ IL GRUPPO, VOGLIAMO REGALARE UN SOGNO ALLA SOCIETA’. IL MIO FUTURO? NON SO SE CONTINUERO’»


MODENA – Parla del gruppo e della volontà di regalare un sogno alla società Giuseppe “Beppe” Tammaro, 34enne difensore centrale e capitano della Rosselli Mutina impegnata nella lotta di vertice del campionato di Promozione. Abbiamo tracciato con lui un bilancio di metà annata.
Tammaro, come sta andando questa stagione?
«La prima parte è andata benissimo, le aspettative erano tante, abbiamo mantenuto lo standard proposto dalla società. Abbiamo trascorso un periodo nel quale tra infortuni e squalifiche ingiuste abbiamo perso qualche punto, poi siamo arrivati allo scontro diretto con la Solierese che è terminato con una sconfitta ma quella battuta d’arresto ha fatto scattare qualcosina. Un “quid” che ci ha portato a riprendere la testa della classifica. Dopo quello stop la squadra ha aumentato l’impegno e ha realizzato davvero che quelle 8 vittorie di fila d’inizio stagione erano solo il primo passo; e che i 6 punti di distacco non erano nulla che non si potesse recuperare. Come infatti è stato».
Certo iniziare con quella striscia positiva di 24 punti è stato straordinario.
«Sin dall’inizio, a partire dal match d’esordio in Coppa Italia, abbiamo pensato di giocare una partita alla volta senza prefiggerci nulla. Poi è chiaro le vittorie aiutano, danno morale e una spinta in più in allenamento, ti infondono uno spirito da guerriero e la consapevolezza che non puoi mollare perché alle spalle hai avversari che ti vogliono giocare uno scherzetto. Posso dire che tutti i ragazzi si sono impegnati al massimo, anche e soprattutto coloro che giocano meno e chi è subentrato ha dato il suo contributo. Il bilancio è molto positivo».
Quali sono le avversarie che ti hanno impressionato maggiormente?
«Direi il Persiceto e la Scandianese, perché sia come gioco sia come valore della squadra sono valide: sono amalgamate, hanno i ricambi giusti tra giovani ed esperti».
Che aria tira nello spogliatoio?
«Dal primo giorno mi sono trovato benissimo perché la forza di una squadra è il gruppo: se c’è il gruppo arrivano anche i risultati. In questa squadra è stato costruito un buon mix, c’è armonia pure nel rapporto tra i “vecchi” e i giovani: tra questi ultimi non ci sono i “furbi”, nemmeno qualcuno che arriva al campo svogliato, e cercano sempre una parola dai “vecchi”, fosse persino una “cazziata” come si dice da me a Napoli. Per migliorare e farsi trovare pronti la domenica. Qualche nome tra gli under? No, elogio ognuno di loro, dal mio compagno di reparto Righi passando per Bozzini che è cresciuto in maniera notevole a Ligabue, a tutti gli altri».
Dove può arrivare la Rosselli Mutina?
«Spero più in alto possibile. Vorremmo regalare alla società, per lo sforzo che fa e perché non ci fa mancare nulla, un anno d’oro. Non dico per forza vincere subito questo torneo di Promozione, ma pian piano arriveremo a fare qualcosa di importante. E c’è un buon rapporto con la proprietà, quasi di amicizia, gli imprenditori di riferimento del club ci fanno sentire la loro presenza. Non è solo un ruolo di presidenza che bastona quando c’è da criticare; ed è bello avere queste attenzioni, a partire dalle visite nello spogliatoi».
Come lavora l’allenatore Claudio Nannini?
«E’ un mister al quale piace molto lavorare con la palla, durante la settimana facciamo riscaldamenti col pallone, tecnica individuale, e questo è un aiuto anche per i “vecchi” perché lavorando sulla tecnica non si smette mai di imparare. Oltre a questo Nannini è un allenatore che sa preparare con scrupolo le partite che affrontiamo domenica per domenica».
Qual è la forza di questa squadra?
«Mi devo ripetere: è il gruppo, a prescindere dalla qualità dei singoli. Anche in base alle mie esperienze, al Russi soprattutto, avevamo un gran gruppo che è stato portato avanti per 4-5 anni e che ha condotto a risultati importanti. A Castelfranco Emilia invece i primi anni ci sono stati numerosi movimenti di mercato e secondo me non è questa la maniera giusta per gestire una squadra; nel secondo periodo, con un nucleo solido, sono arrivati allo stesso modo buoni risultati, non lo nego. Detto questo, la Rosselli Mutina ha fatto uno sforzo importante».
Come stai vivendo il tuo ruolo di capitano, oltre che di esempio per i più giovani?
«Tutti gli anni è per me una nuova esperienza però sono contento, i ragazzi mi aiutano, perché il ruolo del capitano non è facile. Non si pensi che solo perché si indossa la fascia sia tutto facile, tutto dovuto, e mi fa piacere che i compagni di squadra quando devono dirmi qualcosa anche di “forte” non si tirino indietro. E se sbaglio è giusto che me lo si faccia notare».
A proposito di giovani: torniamo a parlare dei ragazzi che sono stati lanciati.
«E’ una esperienza che ho vissuto anche a Castelfranco Emilia ed è importante che una società abbia un vivaio di livello per poter lanciare ragazzi cresciuti nelle proprie strutture. E che gli under non siano solo presi in prestito dai settori giovanili dei club professionistici che mandano in giro i ragazzi per farli crescere e poi riprenderli. E’ molto meglio che l’innesto di giovani avvenga in “casa”. E questo, è evidente, comporta una crescita della società. Poi d’altra parte occorre che i ragazzi che conquistano la prima squadra non siano svogliati o, peggio, che si sentano arrivati; è importante che mantengano l’impegno e la concentrazione. Fino a qualche tempo fa, quando io stesso facevo la gavetta, a chi approdava tra i grandi non si perdonava nulla, nemmeno un accento sbagliato. Questo per dire che trovo opportuno che gli under seguano l’insegnamento di noi “vecchi”. Alla Rosselli Mutina come altrove».
Alle spalle hai tanti campionati importanti, soprattutto in serie D. In cosa trovi differente la Promozione?
«A livello agonistico si trovano compagini “rognose”, che non ti lasciano giocare, sicuramente c’è meno tecnica e più agonismo».
Chiudiamo parlando del futuro. Nella prossima stagione sarai ancora il capitano della Rosselli Mutina?
«Devo essere sincero, visto è che un po’ che ci penso: con tutti questi acciacchi fisici non so se continuerò a giocare. Il lavoro e la famiglia – ho due bimbi, Christian e Manuel di 7 e 2 anni – sono impegni importanti e la testa mi sta portando più verso la famiglia, verso la volontà di stare con i miei bimbi, di giocare con loro, che verso il calcio. La mia carriera l’ho fatta e spero di contribuire in questa stagione alle ambizioni della Rosselli. Poi se sarà davvero l’ultimo anno ancora non lo so…. Ma è un’ipotesi sulla quale sto ragionando».

3 gennaio 2017

ROSSELLI MUTINA, PARLA IL RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE VITTORIO CATTANI: «GRANDE IMPEGNO DI GIOCATORI E MISTER, E’ IMPORTANTE CREDERE NEI CALCIATORI DI DOMANI»


MODENA – E’ un bilancio positivo quello che traccia Vittorio Cattani, responsabile del settore giovanile della Rosselli Mutina, dopo la prima parte di stagione nella quale le formazioni del club di viale Amendola si sono complessivamente distinte nei vari campionati. «Innanzi tutto – spiega – l’impegno della società verso il settore giovanile è importante e di questo voglio ringraziare le nostre figure imprenditoriali di riferimento Paolo Galassini e Gian Lauro Morselli, il presidente Franco Cosmai e tutti coloro che, nei rispettivi ruoli, lavorano per il bene dei nostri giovani».
Cattani, la stagione 2016/17 è iniziata con l’intesa con la società World Child sul fronte del settore giovanile: i ragazzini usciti dalla scuola calcio potranno entrare, se lo vorranno, nella Rosselli Mutina a partire dai Giovanissimi.
«Credo che entrambe le società abbiano fatto la cosa migliore. World Child continuerà a concentrarsi su ciò che sanno fare molto bene e cioè la scuola calcio e noi cercheremo di farli crescere ulteriormente e formarli nel miglior modo possibile sia come uomini sia come calciatori. Pertanto ci aspettiamo che tutti i 2004 che ora sono in World Child dal primo luglio 2017 difenderanno i nostri colori».
Come stanno facendo i ragazzi del 2003 nel campionato interprovinciale Giovanissimi.
«Esatto. E lo stanno facendo in modo fantastico. Un grazie ai mister Alessandro Casarano e Samuele Boldo e a tutti i ragazzi per la serietà e la volontà di crescere. I risultati che stanno ottenendo sono sotto gli occhi di tutti».
Passiamo ai Giovanissimi 2002.
«I 2002 per molti inaspettatamente – ma non per noi – hanno superato la fase provinciale a gironi e si appresteranno a disputare dal 15 gennaio il campionato regionale. Le partite interne verranno disputate la domenica mattina presso il campo Don Orione in via Formigina a Modena. Affronteremo questo torneo con la consapevolezza delle difficoltà che incontreremo e tuttavia con lo spirito di ben figurare. Bravi i mister Gino Vecchiatti e Antonio Solato per il lavoro svolto e tutti i ragazzi per l'impegno messo in campo e negli allenamenti».
Parliamo ora dei 2001.
«I 2001 l’anno scorso, nei Giovanissimi, hanno vinto il campionato provinciale 2015/16 e relativa Coppa disciplina. In questa stagione, negli Allievi, con pochi inserimenti si stanno confermando ai vertici del loro girone nel torneo interprovinciale. Un grazie ai mister Christian Villani che, tra l’altro, nella stagione 2015/16 coi nostri ragazzi del 1999 ha vinto campionato provinciale e Coppa disciplina. Suoi validi collaboratori il vice Eolo Taddei e Antonino Marino. Naturalmente ringrazio tutti i ragazzi per l'impegno e dedizione».
Adesso tocca agli Juniores.
«La Juniores regionale allenata da mister Stefano Benedetti e dal vice Massimiliano Panini, con Wainer e il prof. Castagnetti primi collaboratori, merita un discorso particolare. Il campionato 2015/16 è stata una grandissima stagione sia per i risultati sia per aver dato alla rosa della prima squadra di mister Claudio Nannini ben 4 ragazzi che l'anno scorso erano stati tra i protagonisti del campionato juniores. In questa annata è stata composta una rosa tra alcuni 2008 rimasti e i 99 dello scorso campionato con l'inserimento di alcuni validi ragazzi nuovi. Dopo un avvio stentato si cominciano a raccogliere i frutti del duro lavoro svolto dagli allenatori e dai giovani e i risultati cominciano ad arrivare. L'obiettivo primario resta quello di rifornire alla prima squadra qualche valido elemento per la prossima stagione».
Quali sono gli obiettivi di un settore giovanile importante come quello della Rosselli Mutina?
«Il nostro scopo principale è quello di far crescere i ragazzi tecnicamente e tatticamente in un ambiente sano, rispettoso ed educato nei confronti compagni, tecnici, dirigenti, avversari e arbitri. La più grande soddisfazione che ho avuto in questa stagione, anche se non mi appartiene, è di aver ricevuto dal presidente regionale della Figc Paolo Braiati le due Coppe disciplina conquistate nello scorso campionato a dimostrazione che si può vincere essendo virtuosi».
Ai ragazzi che giocano cosa dice?
«Mi rivolgo soprattutto ai giovani che nelle rispettive formazioni giocano meno rispetto ad altri: ricordino sempre che sono comunque importanti per me, per la società, per i mister e per la loro squadra. Dico loro di non mollare mai, di continuare ad allenarsi con dedizione, venire al campo con la voglia di crescere e di migliorarsi per mettere in difficoltà gli allenatori nelle scelte domenicali».
Qual è il suo messaggio alla proprietà e gli allenatori?
«Riferisco sempre di credere nel nostro vivaio e di non aver paura di inserire e investire su giovani e giovanissimi quando hanno capacità e talento; e di aver pazienza perché i frutti arriveranno sicuramente. I giocatori di domani crescono oggi e per riuscire in questo intento è necessario lavorare nei vivai con adeguate strutture, tecnici competenti e con una programmazione a lungo termine. World Child farà la sua parte e noi continueremo il loro lavoro formando ulteriormente i ragazzi tecnicamente, certo, ma anche come senso di appartenenza di attaccamento alla maglia».
In conclusione: il bilancio del 2016 è positivo.
«Sono sempre stato molto severo con me stesso. C'è sempre qualcosa o tanto da migliorare; e lo si deve fare. Anche questi sei mesi che mi hanno visto responsabile del settore giovanile Rosselli Mutina – e voglio ringraziare ancora una volta chi mi ha voluto in questa società – mi hanno fatto capire che ci sono molte cose da fare meglio e velocemente. Tanto comunque è stato fatto e di questo, oltre alla proprietà, voglio ringraziare gli allenatori, i collaboratori – tra cui Gabriele Benedetti –, la segreteria, i magazzinieri, gli addetti ai campi, l’ufficio stampa, il fisiatra Gabriele Bosi e il Waddan Center e la dottoressa Giovanna Muratori. Lasciatemi ringraziare ance i genitori, la Figc, la Can, il Csi e il Comune di Modena. Chiudo con un grande in bocca al lupo allo staff e ai giocatori della Rosselli Mutina, prima squadra e settore giovanile, e della Mutina Sport».


29 dicembre 2016

DUE AMICHEVOLI PER LA ROSSELLI MUTINA

Sono due le partite amichevoli in programma per la Rosselli Mutina, contro altrettante formazioni di Eccellenza, in queste giornate a cavallo tra il 2016 e il 2017 di pausa del campionato. Nella serata di oggi, giovedì 29 dicembre, i gialloblù affronteranno la Sanmichelese sul campo di San Michele dei Mucchietti di Sassuolo; mentre giovedì 5 gennaio la sgambata sarà con la Cittadella sul sintetico della polisportiva Saliceta.

Prima amichevole
E' terminata 2-1 l'amichevole della Rosselli Mutina con la Sanmichelese. A segno nella sgambata contro la formazione di Eccellenza, disputata sul campo di San Michele dei Mucchietti, sono andati Michele Vignocchi e Ahmed Guiluozi.

Seconda amichevole
Si è chiusa 2-3 l'amichevole della Rosselli Mutina con la Cittadella.
A segno nella sgambata contro la formazione di Eccellenza, disputata sul campo di San Michele dei Mucchietti, sono andati Filippo Manno e Filippo Vaccari.