Archivio notizie (pagina 98)

3 gennaio 2016

IL BILANCIO DI MISTER BENEDETTI A META' STAGIONE: «GIOVANI DA APPLAUSI, TANTO IMPEGNO E LA NOSTRA SOCIETA' STA CRESCENDO»

Intervista all'allenatore degli Juniores regionali e responsabile del settore giovanile della Rosselli Mutina: «Vicini alla vetta anche con Allievi e Giovanissimi. A disposizione diversi impianti, il Casini potrebbe diventare sintetico»


La Juniores che lotta per la vetta della classifica e gli altri, i più piccoli, che si distinguono in tutte le categorie, sfiorando le qualificazioni ai tornei regionali. In mezzo, tanto lavoro per sviluppare la società per farla diventare una realtà ancora più importante per bambini e ragazzini che vogliono giocare a calcio a Modena. E' impegnato su numerosi fronti Stefano Benedetti, allenatore della Juniores regionale e responsabile del settore giovanile della Rosselli Mutina: «Il nostro obiettivo – dice – è crescere. Un obiettivo da raggiungere facendo crescere e divertire i nostri tesserati».

Mister, partiamo dai “suoi” uomini, gli Juniores. E' soddisfatto?

«La squadra sta andando sicuramente bene, eravamo partiti in estate con lo scopo di valorizzare i ragazzi e con l'aiuto di Massimo Panini (tecnico in seconda, ndr) ci stiamo riuscendo. Se i giocatori della Juniores vengono spesso convocati in prima squadra in Promozione, come in effetti sta accadendo, significa che l'obiettivo primario è stato raggiunto. In classifica siamo terzi, siamo stati in vetta fino a due giornate dalla pausa natalizia; poi capita di accusare una battuta d'arresto, la squadra è molto giovane e si sta facendo le ossa».

Si attendeva di ritrovarsi a questo punto a Natale, con 9 partite vinte e 1 pareggiata su 13?

«No, non me lo aspettavo perché, ripeto, i nostri atleti sono giovani e questo di solito comporta una serie di incognite: non che non fossi consapevole delle potenzialità, però concretizzarle non è compito semplice. Per adesso ci siamo riusciti, siamo in alto e cerchiamo di combattere sino alla fine».

Qual è il segreto della Rosselli?

«Il nostro segreto, se si può chiamarlo in questo modo, è il lavoro. In allenamento ci impegniamo moltissimo e i ragazzi accolgono volentieri i carichi, perché c'è volontà di migliorarsi. E per far accettare le “fatiche” proponiamo una metodologia di lavoro continuamente diversa, utilizziamo tecniche e giochi vari, in maniera tale che non subentri la noia».

C'è un ragazzo che l'ha sorpresa più degli altri?

«Nessun nome in particolare, l'intero gruppo è cresciuto e mi ha dato, anzi ci ha dato, tante soddisfazioni. Anche nelle partite che non abbiamo vinto l'impegno non è mancato. Questa è stata la vera sorpresa, la principale gioia: la consapevolezza da parte dei ragazzi di essere qualcosa di “importante”. E comunque è chiaro che intendiamo migliorare: sia nel lavoro che viene proposto dallo staff tecnico, sia soprattutto nell'ambito della crescita dei ragazzi che è questione complessa perché – come dico sempre nello spogliatoio – loro non sono macchine né burattini, ognuno ha una propria diversità, una propria personalità».

Parliamo delle altre formazioni delle giovanili che lei, in quanto responsabile del settore giovanili, conosce bene. Gli Allievi?

«Gli Allievi hanno iniziato la stagione come un embrione, ora stanno emergendo come un cigno che è stato anatroccolo, proprio come nella favola. Hanno sfiorato la fase finale regionale, piazzandosi terzi, e ho iniziato a “pescare” alcuni elementi per la Juniores. Decisivo è stato il ruolo dell'allenatore Christian Villani, che tanto si è sacrificato».

I Giovanissimi sono divisi in due annate. Partiamo dai 2001.

«I 2001 di Marco Guerra sono un bellissimo gruppo con tante potenzialità, è un peccato che non siano passati ai regionali dopo essere arrivati secondi in classifica dietro solo al Formigine col quale hanno perso l'unica partita della stagione. Tuttavia credo sinceramente che abbiano ottime prospettive di crescita che l'allenatore, peraltro, conosce da anni avendoli già guidati in passato. Speriamo che non vadano via altri ragazzi, uno è emigrato temporaneamente a Formigine, perché la Rosselli può dare loro numerose opportunità».

Mentre i 2002?

«I 2002, che disputano un campionato interprovinciale, sono nati come un'amalgama di 2-3 squadre e l'allenatore Giacomo Abate è stato bravo a creare una formazione quasi dal nulla. Ora il gruppo si sta sviluppando e ciò che ho chiesto al tecnico è innanzi tutto di far crescere i componenti della rosa come ragazzi e come giocatori: i risultati non interessano, così come in nessuna squadra delle giovanili, perché i nostri scopi sono i valori dell'aggregazione e dell'educazione. Quindi i 2002, anche se non hanno grandi piazzamenti sportivi, stanno “sbocciando” e non potranno non dare soddisfazioni in futuro».

Chiudiamo con gli Esordienti 2003-2004.

«Li ho presi in carico di recente, hanno avuto un debutto di stagione tribolato con 2-3 allenatori che per questioni di lavoro hanno dovuto lasciare; adesso col nuovo tecnico Mauro Vitulano è stata raggiunta la stabilità e puntiamo in primavera a far sì che questi bambini si possano divertire».

Cifre alla mano, sono oltre un centinaio i ragazzi tesserati in gialloblù. E si può crescere, convincendo molti ragazzi di Modena – città e provincia – a preferire la Rosselli Mutina ad altre realtà dilettantistiche. Come fare?

«L'aspetto prioritario è quello di creare strutture, individuare campi di allenamento che tra l'altro abbiamo già trovato. Quindi occorre svilupparsi al meglio a livello societario e organizzativo e lo stiamo facendo, provando a colmare qualche lacuna dovuta alla “gioventù” della nostra società che comunque ha la prima squadra in Promozione. Siamo sempre in movimento, tentiamo di proporre qualcosa di interessante ai ragazzi che ci vedono per la prima volta, o che ci conoscono per nome, e le idee non mancano. Su tutte l'ipotesi di trasformare in sintetico l'impianto“Casini” di viale Amendola affinché diventi anche uno strumento ulteriore da offrire: è un progetto per il quale è in corso l'iter burocratico che certo non si può scavalcare. E non dimentichiamo il richiamo rappresentato dai validi collaboratori che compongono lo staff dei nostri allenatori».


30 dicembre 2015

IL BILANCIO DI MISTER ZANASI A META' STAGIONE: «ANNATA POSITIVA, PUNTIAMO A SALVARCI SENZA PATEMI MA BISOGNA USCIRE DAL MOMENTO NEGATIVO»

Intervista all'allenatore della Rosselli Mutina: «La squadra gioca la palla come voglio io. Tutti stanno facendo la propria parte, i leader li stiamo costruendo. Bene i giovani»


Un'annata positiva, nonostante l'ultimo periodo-no, dal quale risollevarsi in fretta. E' questo il Zanasi-pensiero a metà campionato. L'allenatore della Rosselli Mutina, Enrico “Chicco” Zanasi, parla in questi termini della sua squadra che in questi giorni natalizi si sta allenando in vista della ripresa della stagione, prevista per l'undici gialloblù il 10 gennaio in trasferta ad Arceto.

Mister, dopo la prima gara di ritorno la Rosselli Mutina ha 24 punti e si ritrova a metà classifica nel girone B di Promozione. Soddisfatto?

«Il bilancio è per metà positivo e per metà negativo, nel senso che stiamo rispettando il nostro obiettivo, che come primo anno in Promozione era quello di salvarci senza troppi patemi. Vero è che in questo momento veniamo da tre sconfitte consecutive e dunque possiamo e dobbiamo fare meglio. Contiamo che sia soltanto una fase, sono più che ottimista».

All'inizio della stagione la squadra è stata al vertice della classifica.

«Allora forse facevamo un pochino di più di quello che era nelle nostre possibilità e magari si sono create aspettative nell'ambiente. Oggi ripeto che il nostro posto è a metà della classifica, ma senza soffrire. La pausa ci può aiutare, lo speriamo».

Che cosa ha caratterizzato la sua formazione?

«Il pregio, quello che mi piace di più e d'altronde mi aspettavo che accadesse visto che molti dei giocatori li ho voluti e che conoscevo per esperienze precedenti e dal settore giovanile, è che la squadra “gioca”, non butta mai la palla, cerca e riesce di mettere in pratica la mia filosofia di gioco. Dall'altra parte manca un poco di personalità, non abbiamo tantissimi leader, però li stiamo “costruendo” e comunque tutti stanno facendo la propria parte. Quando le cose vanno male la colpa è del mister, devo toccare le corde giuste».

Tra l'altro non sempre ha avuto tutti gli uomini a disposizione...

«Sono mancati giocatori importanti a causa di infortuni: penso a Righi, un 1996 di valore, che all'inizio aveva problemi al ginocchio; Sackey un mese e mezzo fa è arrivato, segnando, e subito si è fatto male pure lui al ginocchio; Guilouzi, che a livello di personalità è un nostro leader, ha subìto infortuni alla testa, alla mano, allo sterno, ha disputato poche partite e da un mese e mezzo in pratica è fuori per un problema alla schiena... Insomma non siamo stati fortunati, auspichiamo di recuperare tutti per l'inizio del 2016. Poi c'è stato l'abbandono – per lavoro, perciò per carità – del portiere Oliviero che era un atleta importante per lo spogliatoio, uno di quelli che portava personalità».

Chi l'ha sorpresa in particolare?

«Difficile dirlo perché, ribadisco, i ragazzi che stanno facendo bene li conoscevo e infatti non mi hanno deluso. Quindi dico i giovani: Righi, di cui parlavo prima, che ha esperienze nei professionisti col Modena dove è arrivato fino alla Primavera; Montorsi, che la scorsa stagione ha fatto una ventina di gol e che quest'anno allo stesso modo si sta distinguendo; ma pure giovanissimi del 1998 (che non avremmo l'obbligo di schierare) come Baroni e Ligabue».

Per concludere: tra gli avversari chi l'ha più impressionata?

«La Pieve Nonantola, perché gioca molto bene. In testa alla classifica ci sono Faro e Carpineti, squadre che puntano sulle individualità e davanti fanno la differenza. La Pieve, invece, per quello che ho visto è la formazione arriva a finalizzare meglio. Poi, certo, non so chi vincerà il campionato».

24 dicembre 2015

ANCHE ALLA ROSSELLI MUTINA ARRIVA IL DEFIBRILLATORE


E' arrivato anche al campo “Casini” della Rosselli Mutina uno dei 28 nuovi defibrillatori consegnati alle società sportive comunali di Modena. Dopo la cerimonia di mercoledì 16 in municipio alla presenza delle istituzioni e di tutte le società coinvolte, il dispositivo che aumenta la sicurezza sanitaria è stato installato ieri mattina nella segreteria dell'impianto di viale Amendola alla presenza del presidente del club Franco Cosmai e dal funzionario Philips Maurizio De Silvestri, che lo ha fisicamente affidato ai dirigenti gialloblù.
Il defibrillatore della Rosselli Mutina è arrivato grazie all’impegno di Holacheck, azienda che opera nell’ambito dei servizi a sostegno delle aziende di trasporto pubblico, che ne ha donati 20 su 28 complessivi. I dispositivi sono stati assegnati agli impianti sportivi dal Comune sulla base dei criteri approvati, con delibera di giunta, seguendo un criterio di priorità che vede come primi destinatari gli impianti di rilevanza cittadina, poi gli impianti sportivi di base. Tra questi, sono state privilegiate le strutture frequentate dagli studenti in orario scolastico, dando priorità ai gestori che dispongono anche di un settore giovanile. Come la Rosselli Mutina, che ha oltre 250 tesserati tra Promozione, Terza categoria e appunto diverse squadre delle giovanili.
Il decreto Balduzzi del 2013 che ha previsto l’obbligo anche per le associazioni sportive dilettantistiche di dotarsi di defibrillatore entro l’1 gennaio 2016, aveva spiegato l’assessore allo sport Giulio Guerzoni, «è più che condivisibile e da mettere in pratica ma la sua applicazione concreta ha indubbiamente creato qualche criticità nel mondo dello sport di base che a Modena si appoggia in larghissima parte sul volontariato. Fermo restando che l’obbligo, in base al decreto, è in capo alle società sportive, il Comune ha cercato di farsi parte attiva e propositiva per risolvere i problemi, da ultimo, dopo due convegni sul tema, uno nel 2014 e uno a marzo di quest’anno, incontrando tutti i soggetti gestori, lo scorso 9 novembre, in una riunione esplicativa per affrontare insieme la questione in una sorta di alleanza tra società, enti di promozione, che si sono molto impegnati, e amministrazione, che si è assunta il ruolo di coordinamento».