La storia della Rosselli Mutina: da quasi mezzo secolo la miglior squadra
di calcio dilettantistico di Modena città

Mezzo secolo di storia e un appellativo: la miglior squadra di calcio dilettantistico di Modena città. Questo e molto altro è la Rosselli, storica compagine geminiana che oggi porta il nome di Rosselli Mutina e che si sta distinguendo nel girone A del campionato emiliano-romagnolo di Eccellenza.


La Rosselli è nata nel 1968 col nome di A.C. Rosselli grazie allo spunto di Oriondo Martinelli, già nella Villa d'oro, ribattezzato “camein” per via delle numerose sigarette fumate. Fu lui il promotore di una società fondata grazie all'impulso essenziale di un gruppo di volontari che lo accompagnarono: tra loro il maestro di calcio Giordano Benedetti, l'appassionato Mario Soli e l'industriale dell'abbigliamento Gino Manzini. Il nome Rosselli deriva dall'omonima via nel quartiere Buon Pastore, dove i bambini della zona si trovavano a giocare e dove il campo chiesto, concesso e costruito dal Comune sorse all'inizio degli anni Settanta con l'intitolazione a Luigi Casini, letterato e co-fondatore del Modena F.C.. Per i primi anni la Rosselli, che già prima del '68 esisteva informalmente e che quell'anno si costituì in modo ufficiale con l'iscrizione ai tornei giovanili Uisp, fu ospitata al campo Cesana prima di approdare sul terreno di viale Amendola e di restarvi tutt'ora.


Con la divisa rossonera sulle spalle dei baby-calciatori, la neonata società cominciò a disputare gare prima coi Piccoli azzurri (10-14 anni), quindi con gli Allievi seguiti dagli Juniores e infine con la prima squadra che esordì in Terza categoria verso la fine del decennio. Ciò che contraddistingueva la Rosselli in quegli anni era la qualità del settore giovanile: il livello della preparazione e l'attenzione verso i tesserati richiamava piccoli calciatori dall'intera città, c'era la fila dei bambini con genitori annessi per iscriversi, perché entrare nel vivaio di viale Amendola significava avere la possibilità di diventare un calciatore per davvero. Non è un caso che la Rosselli fosse stata tra i primi club della regione a portare le proprie promesse in ritiro pre-campionato: a Folgaria, sul Cimoncino, alla Pietra di Bismantova, per una preparazione che unisse l'aspetto sportivo a quello sociale come i valori dello sport richiederebbero.



E infatti decine e decine furono i ragazzi che nel tempo vennero acquisiti da Modena, Bologna e Reggiana avvicinandosi al professionismo. Su tutti spicca l'estroso Giuliano Fiorini, rilevato dai rossoblù tra le polemiche; e sempre a Bologna finì Fabio Albinelli, dotato difensore che al debutto tra i grandi ebbe il compito di marcare Bettega. Come pure Claudio Nannini, che per vent'anni ha indossato questa maglia diventando un simbolo, e che poi per dedicarsi al lavoro rifiutò offerte di prestigio da tutt'Italia. Senza dimenticare Foroni, Canè, Misteriori, Bandieri... Alcuni di loro nel curriculum hanno la serie A.


Ricca è la bacheca dei trofei, titoli provinciali e regionali conquistati dai ragazzi, ma anche la prima squadra seppe mettersi in luce. E nel giro di una manciata di anni si passò dalla Terza alla Prima categoria: era il 1979, un trionfo guidato dall'allenatore Sternieri e dall'attaccante Chierici. Col nuovo presidente Luciano Sereni al timone, la società si consolidò nella categoria e sfiorò una storica promozione nell'82-'83 svanita anche per la sconfitta a tavolino col Castelfranco: sul campo terminò 6-0, ma l'allenatore Galli fece entrare Solmi che era squalificato e per questo venne inflitto lo 0-2. Fu l'inizio del declino perché l'anno successivo la squadra retrocesse in Seconda e quello dopo ancora in Terza. Un cammino quasi ventennale annullato in due anni: ne sarebbero occorsi altri 31 per riconquistare la Prima.


Nel frattempo la Rosselli aveva visto importanti cambiamenti sul piano societario: nel 1978 divenne cooperativa, col contributo economico dei genitori a sostegno delle casse societarie; e nel 1983 si realizzò la fusione col San Faustino che allargò la base dei giovani. Tornando alla prima squadra, il bilancio da metà anni Ottanta all'inizio del presente decennio fu di tre promozioni e di quattro retrocessioni, un'altalena insomma tra Seconda e Terza, con alcuni momenti epocali come l'incredibile 5-5 nel finale del campionato 2011-2012 coi rivali di sempre dell'Atletic Cdr che per entrambi i sodalizi sarà “la partita del secolo”. E così arriviamo ai giorni nostri.


E' nel 2013-2014 che prende corpo la svolta: allenato da Guido Soncini, quello che è un gruppo di amici ottiene una bella promozione nell'agognata Prima categoria. In estate il tecnico lascia, mentre un male terribile inizia ad assalirlo fino a portarlo tragicamente via, mentre cambiano le figure di riferimento del club: si fa da parte Alessandro Albericci ed entrano in scena Gian Lauro Morselli, che con la sua azienda “Emiliana Serbatoi” già da un decennio era sponsor, e Paolo Galassini della “Usco”. Il club cambia il nome, da G.S. San Faustino Rosselli diventa Rosselli Mutina A.S.D., i colori (dal rossonero al gialloblù) e in seguito il campo: si abbandona lo storico terreno di viale Amendola, non adeguato agli standard della categoria, e si trasloca (temporaneamente, auspicano i tifosi) per i match interni al Cremonini di San Cesario. Ma soprattutto la formazione viene rinforzata.


Tanto che il nuovo mister Enrico Zanasi, con in prima linea l'attaccante Montorsi e il difensore Balconati, si ritrova al volante di una fuoriserie che conduce in Promozione, il punto più alto della cinquantennale storia, completando un doppio salto di categoria che cancella il duplice tonfo degli anni Ottanta. Con la certificazione rappresentata dal fatto che nel 2014 sono stati battuti i record provinciali: di punti (70, ben 2,5 a partita da gennaio a dicembre) e di successi (22 in 28 gare). E proprio in Promozione, trascinata da Guilouzi e Lanzellotto e con Fantazzi che appese le scarpette al chiodo è diventato direttore sportivo, quella che per tutti è “la Rosselli” ha disputato la stagione 2015-2016 sotto la guida di Zanasi che ha condotto nei primi mesi i gialloblù a un ottimo avvio. In inverno tuttavia la Rosselli Mutina ha rallentato, allontandosi via via dalla zona dei play-off fino a conquistare una salvezza tranquilla, certificata dalla matematica permanenza nella categoria con un anno di anticipo; altrettante soddisfazioni sono giunte dagli Juniores regionali di Stefano Benedetti che, dopo una annata strabiliante, sono approdati alle finali regionali fermandosi solo alle semifinali tra gli applausi del pubblico. Mentre gli Allievi provinciali e i Giovanissimi provinciali hanno vinto i rispettivi campionati, oltre alla conquista da parte degli stessi Giovanissimi del prestigioso Torneo Sassi nella categoria "under 14".
Nella stagione 2016-2017 sono stati effettuati numerosi cambiamenti, a partire dallo staff tecnico rivoluzionato: allenatore è stato scelto il "Nano" Nannini, rosselliano doc come raccontato prima, accompagnato da collaboratori di prim'ordine, e la rosa è stata profondamente rinnovata a partire dal capitano Giuseppe "Beppe" Tammaro. Numerosi sono stati i talenti ingaggiati, da Gripshi (giunto a dicembre) passando per Girotti, Modica, Pecorari, Azzouzi, Ricaldone, che si sono aggiunti a elementi di assoluto valore come Paradisi, Righi e Guastalli. Un mix straordinario, capace di partire alla grandissima tanto che 8 sono state le vittorie consecutive inanellate nelle prime giornate, oltre ai successi in Coppa Italia. Intraprendendo una "battaglia" a distanza con la contendente Solierese, che pure a fine novembre era stata capace di ricacciare i modenesi a meno 6 dalle vetta, per la Rosselli Mutina in inverno la risalita è stata graduale, inesorabile, spietata e nei fatti non c'è stato scampo per nessuno. A inizio aprile, battendo proprio la Solierese nella quartultima giornata di campionato, Tammaro e compagni hanno festeggiato la storica vittoria del campionato grazie ai record in attacco e in difesa. A fine anno saranno 80 i punti conquistati da una autentica corazzata che ha operato come una vera e propria cooperativa del gol tanto che sono stati addirittura 17 i giocatori andati a segno. Un risultato straordinario che appena un mese più tardi è stato bissato dalla vittoria nella Coppa Italia di categoria, a conclusione di un cammino a vele spiegate passato per una serie di successi (compresa la sfida al cardiopalma con La Pieve Nonantola nei quarti: sconfitta per 2-1 all'andata, passivo di 2-0 nel primo tempo del ritorno, poi Modica e compagni hanno calato un poker in mezz'ora) coronata dal magnifico successo nella finalissima coi ravennati del San Pietro in Vincoli superato per 3-2 nel match secco sul campo neutro di Castel San Pietro (con Gripshi, autore di una doppietta da ricordare, sugli scudi). Una stagione da ricordare, insomma, della quale è giusto ricordare anche la vittoria del campionato da parte dei Giovanissimi 2003.
Arriviamo così all'attuale annata 2017-2018 dove la Rosselli Mutina si ritrova per la prima volta nella propria storia nel campionato di Eccellenza a pochi mesi dal compimento del 50esimo anno di età. In questa importante e difficile categoria i gialloblù, sempre grazie agli sforzi economici delle imprese di riferimento guidate da Emiliana Serbatoi e Usco, hanno rinforzato ulteriormente la rosa tesserando calciatori di assoluto valore come gli ex professionisti Giuseppe Greco, Giuseppe Cozzolino, Mattia Spezzani e Luca Ruopolo, giusto per citare alcuni nomi. Elementi allenati dal noto allenatore Roberto "Bobo" Notari, chiamati a una stagione da protagonisti impreziosita dallo spostamento, a partire da metà novembre, dall'impianto di San Damaso che ha ospitato le gare dell'ultimo anno e mezzo allo stadio "Braglia" di Modena, il principale stadio cittadino da sempre "casa" del Modena Fc colpito dalle sfortunate vicende societarie. In una cornice così prestigiosa,
i gialloblù della Rosselli Mutina hanno l'onore e onere di non sfigurare davanti alla città.